Crea sito

Raspberry, configurarlo da 0 senza monitor e cavi

raspberry

Il raspberry di per se ha un costo decisamente irrisorio, con soli 20 euro potete portarvi a casa il modello 0. I 20 euro però comprendono solo la scheda raspberry, per farlo funzionare bisognerebbe comprare il kit e la cifra potrebbe a questo punto superare i 50€. C’è un modo per poterlo configurare utilizzando solo la scheda madre ed una schedina SD e cavarvela così con poco. Se non avete bisogno di schermo e vi serve creare solo un piccolo NAS potete investire i soldi risparmiati su un Hard Disk.

Per alimentare il raspberry potete sfruttare l’alimentatore di un vecchio cellulare con micro usb, il modello 0 richiede pochissima energia. L’unica cosa che non potete evitare è la scheda sd da almeno 16Gb, su Amazon se ne trovano ad una 10 di euro.

Per cominciare dovete procurarvi l’immagine di raspbian, la trovate su raspberrypi.org/downloads/, potete scegliere una tra le diverse versioni, non ha importanza.

Ottenuta l’immagine dovete estrarre il contenuto del file zip e trasferire l’immagine avviabile sulla scheda sd. Se avete Windows potete utilizzare Rufus. Con Linux invece vi basta usare il tool integrato dd. Il comando è sudo dd bs=4M of=’/2019-09-26-raspbian-buster.img’ if=/dev/sdk status=progress. Ovviamente la sorgente of=il posto dove avete l’immagine di Raspbian, mentre la destinazione if=/dev/il vostro dispositivo sd (potete vedere come si chiama utilizzando il tool dischi di gnome se avete Ubuntu per recuperare quest’ultima informazione).

Adesso non vi resta che montare la scheda sd e aprire la partizione boot (la partizione mi raccomando, non la cartella!). Create a questo punto un file vuoto e rinominatelo ssh, copiatelo nella partizione boot. Infine create un altro file col seguente contenuto:

country=IT
ctrl_interface=DIR=/var/run/wpa_supplicant GROUP=netdev
update_config=1
network={
 ssid="WIFI_SSID"
 scan_ssid=1
 psk="WIFI_PASSWORD"
 key_mgmt=WPA-PSK
}

Ovviamente la variabile country= va valorizzata con il vostro paese, nel mio caso IT, ssid= invece va valorizzata con il nome esatto del wi-fi a cui il raspberry deve collegarsi, infine psk= va riempita con la password della wi-fi che avete indicato in ssid. Fatto ciò salvate il file col nome wpa_supplicant.conf e copiatelo sempre nella partizione boot.

A questo punto inserite l’SD nel Raspberry e avviatelo. Aspettate qualche minuto che si accenda e se tutto è andato per il verso giusto potrete accedervi con ssh, l’indirizzo ip potete trovarlo con qualsiasi scanner di rete ovvero potete trovarlo nelle impostazioni del modem cercandolo dai dispositivi collegati. Potete fare anche un primo tentativo con il nome host, di solito raspberrypi, chiaramente il nome utente della sessione ssh sarà quello di default, pi per la user e raspberry come password. Su windows per il collegamento ssh potete utilizzare il famoso putty.

Avviata la sessione ssh potete attivare la vnc per l’accesso con GUI, digitate il comando raspi-config e in Interfacing Options attivate vnc. That’s it!