Raid su linux, disavventura con gli snapshot seconda parte

Raid

In questo articolo vi racconto come sono uscito dalla brutta avventura che vi stavo raccontando nell’articolo precedente.

Ero rimasto con un disco pieno, con l’impossibilità di avviare la macchina guest con su il gestionale. Ho girato tutti i negozi dell’isola nella vana speranza di recuperare un HD da 2Tb. Nulla di fatto, solo dischi da 1 terabyte. Da qui il lampo di genio, un sistema raid 0 con 2 hard disk da 1 Tb.

Creare un Raid 0 su Ubuntu con mdadmn

Un raid 0 consente di creare un disco unico sommando la capacità di archiviazione di dischi fisici distinti. Esistono vari tipi di raid, ognuno adatto ad esigenze diverse, dalla velocità di archiviazione, alla tolleranza dei guasti. Per una spiegazione più dettagliata vi consiglio questo articolo di html.it.

Per creare un raid su linux via software è necessario installare mdadmn. Mi sono messo subito all’opera e cacciavite alla mano ho montato i due dischi da 1Tb, avviato la workstation, infine sudo apt-get install mdadmn. Con il gestore dischi di ubuntu ho creato una partizione su ognuno dei due dischi e con mdadmn ho creato il raid 0. Fin qui tutto liscio. Rimaneva solo l’ultimo passaggio, la copia della macchina guest sul nuovo set raid da 2Tb. Copia -> Incolla e ho incrociato le dita. 2 ore alla fine della copia.

Dopo due ore apro VirtualBox, avvio la macchina guest. FUNZIONA!!!! 🎉🥳La macchina si avvia normalmente, il gestionale parte e le scadenze sono state rispettate. Infine ho cancellato gli snapshot e lo spazio occupato su disco è sceso a circa 400Gb.

Da questa storia ho imparato che gli snapshot vanno usati solo per pochissimo tempo, magari un aggiornamento di sistema operativo o l’installazione di un software, se tutto va in porto gli snapshot vanno rimossi immediatamente.

Per tutto il resto il buon vecchio backup rimane la scelta migliore.

Precedente Virtualbox, disavventura con gli snapshot Successivo Linux, provare oltre 200 distro in un minuto

Lascia un commento