Perché il Jack si chiama Jack?

Jack

La storia del Jack risale al XIV secolo. Sulle torri dell’orologio era frequente utilizzare degli automi con sembianze umane per suonare la campana. Indovinate un po’ come gli inglesi usavano chiamare quell’automa? Jack of the clock. Jack per gli inglesi è nome comune come il nostro Mario Rossi.

Il nome Jack poi venne esteso a molti congegni automatici, basti pensare ad esempio allo scissor jack, che tradotto sarebbe il crick che tutti abbiamo in auto (e si spera di non dover utilizzare).

Da qui, dare il nome al connettore più famoso è stato quasi naturale. Il connettore jack, utilizzato non solo per l’audio nasce verso la fine del 1800, utilizzato nei centralini telefonici per instradare le chiamate.

Oggi basta comporre il numero per chiamare qualcuno, all’epoca invece rispondeva di solito una persona in carne ed ossa, la quale aveva il compito di mettervi in contatto con il vostro interlocutore collegando appunto un jack.

Esistono vari tipi di connettori, sia per dimensioni che per standard, il più famoso è quello per le cuffie. Per gli strumenti musicali invece viene usato di solito quello più grosso, da 6,35mm. Per l’aviazione si utilizza il Nato Plug, quest’ultimo lo si trova sugli elicotteri e aerei, è quello più grosso, circa 7mm.

Il connettore è molto versatile, a volte utilizzato anche per gli alimentatori. Il problema è che nella fase di inserimento ed estrazione i contatti vanno in corto, ecco perché è utilizzato solo per basse tensioni. Provate a togliere il jack dall’amplificatore della chitarra, quel rumoraccio che udite è dovuto proprio al corto circuito tra i contatti.