MacBook pro, nel 2010 arriva Intel

MacBook

Nel 2005 Steve Jobs annunciò la transizione a CPU Intel per i futuri Mac, il MacBook pro 15 e l’iMac furono ad essere commercializzati con la nuova architettura, ma solo nel 2006. La mia prima macchina Apple con cuore Intel la comprai solo nel 2010.

Si trattava di un MacBook Pro ricondizionato comprato direttamente sul sito Apple. La decisione fu dura in quanto ero affezionato al mio vecchio iBook G4 (ve ne raccontai in un precedente post). Purtroppo il software per i vecchi Mac con processore IBM/Motorola cominciava a scarseggiare e il gap prestazionale cominciava a farsi sentire.

Il nuovo computer era equipaggiato con un Core2Duo a 2,4 Ghz, 4Gb di Ram, 250 Gb di hard disk. La macchina era completamente in alluminio. Fu una novità assoluta, lo chassis era ricavato da un singolo blocco di metallo, Jobs lo definì “unibody”. La tastiera era favolosa, niente a che vedere con le nuove tastiere a farfalla. Tra le novità c’era il Magsafe, il connettore magnetico per la ricarica, bastava tirare il cavo e questo si staccava senza tirarsi dietro il computer. Credetemi, ha salvato il Mac più di una volta!

Il software di sistema era Snow Leopard, tra le altre cose c’era una sorta di emulatore chiamato Rosetta che permetteva al software per processori G4/5 di funzionare anche su macchine Intel con una minima perdita di prestazioni. Devo dire che Apple ha gestito molto bene la transizione. Inoltre è stato uno degli ultimi MacBook ad avere la possibilità di rimuovere la batteria. Bastava tirare una levetta e si aveva accesso a batteria e disco.

Ho tenuto il computer per circa 6 anni. Ricordo che sostituii il disco con un ssd Samsung, inoltre portai la ram a 8Gb, ufficialmente non supportata, ma comunque funzionava. Presi anche una batteria di scorta. La durata della batteria era di circa 7 ore ma dopo 4 anni cominciò a perdere colpi. Rispetto alla controparte Windows l’autonomia di un Mac era inarrivabile. All’epoca una macchina windows aveva un’autonomia di 1 ora e mezza.

Ho venduto quel computer a malincuore, lo sostituii con un iMac da 27 pollici che tenni per poco tempo, ma è un’altra storia che vi racconterò la prossima volta.

Buona Domenica!

Precedente Limitazione all'utilizzo dei contanti, pro e contro Successivo Chernobyl, un disastro che poteva andare peggio

Lascia un commento