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La necessità di un’Europa unita

Europa flag

L’idea di un’Europa unita nasce a Ventotene, diciamo in un periodo non felice della storia, la Seconda Guerra Mondiale. Uno dei promotori, confinato proprio a Ventotene, Altiero Spinelli, insieme ad altri personaggi di spicco esiliati sull’isola, posarono le basi di un Europa federalista. Lo scopo era evitare la nascita di nuovi conflitti. Proprio la competizione per accaparrarsi risorse, insieme ad altre variabili, tra cui vecchie questioni tra Francia e Germania portarono alla nascita delle guerre che si sono susseguite nel Vecchio Continente. Conflitti poi estesesi all’intero pianeta coinvolgendo quasi tutti i paesi esistenti. Dovrebbe farci riflettere il fatto che da quando esiste l’Europa non ci sono state più guerre sul suolo Europeo. Stiamo vivendo il periodo di pace più duraturo della storia sul nostro territorio europeo occidentale.

In questi ultimi anni però sta prendendo piede questo sentimento antieuropeo che nel caso dovesse concretizzarsi non porterebbe a nulla di buono sia sul piano economico che di stabilità politica. Ricordiamoci anche che da soli come Italia non contiamo nulla, ci sono attori enormi come Stati Uniti, Cina e Russia che ci annienterebbero in un attimo sul piano economico. Dobbiamo ricordare anche che non abbiamo materie prime.

Italexit, la presa in giro dei sovranisti

Si sente spesso parlare di “Italexit”, ovvero l’uscita dell’Italia dall’Europa e soprattutto dalla moneta unica. Si paventa cosi la possibilità di stamparci moneta da soli e risolvere magicamente tutti i problemi economici. Niente di più falso. Come detto sopra, non siamo un Paese che ha materie prime, dobbiamo importare parecchie cose dall’estero, in primis petrolio, ma anche il grano. Ebbene si, l’Italia è un grande produttore di grano, ma grano duro, e con quello ci si può fare solo la pasta. Nel caso cominciassimo a stampare moneta, l’effetto sarebbe una svalutazione della stessa. La conseguenza diretta di ciò è di dover comprare materie prime a prezzi più alti. Avremmo si un vantaggio sulle esportazioni, ma tale vantaggio verrebbe azzerato dal fatto che per produrre prodotti da esportare abbiamo bisogno di materie prime. Il risultato sarebbe che la maggior parte delle nostre esportazioni non beneficerebbe della competitività sul prezzo in quanto questo dovrà compensare il costo di materie prime per produrre i prodotti e trasportarli.

La questione del debito publico

L’Italia ha un debito pubblico enorme, per la maggior parte dovuto a politiche di welfare. C’è stato un periodo in cui abbiamo avuto pensionati quarantenni che tutt’ora continuiamo a pagare. Sono stati erogati sussidi con sistema retributivo, in pratica la pensione era calcolata in base all’ultimo stipendio (magari non avendo pagato i contributi dovuti). Su questa questione governi futuri ci hanno messo una pezza con la riforma del sistema, adesso contributivo, ciò pensioni in base ai contributi versati. Inoltre ha contribuito al debito la voragine del Sud in cui si sono persi fiumi di denaro elargiti senza controllo.

Purtroppo riforma impopolari possono essere attuate solo da governi tecnici. Un governo politico punta ai voti e non al benessere del Paese. Basti pensare al Governo Berlusconi, rimasto nella mente degli italiani come il governo del taglio delle tasse incrementando però il debito pubblico. Un disastro al quale il successivo Governo Monti ha dovuto rimediare (governo tecnico e passato alla storia come “governo delle tasse”, credo ricordiate tutti la riforma Fornero).

Ovviamente non siamo l’unico Paese ad avere problemi di questo tipo, prendete come esempio la Francia. Il suo sistema pensionistico è il caos assoluto, non sostenibile nel lungo periodo. I tentativi del Presidente Macron di metterci mano ha scatenato rivolte violente. Pensate ai Gilet gialli, ecc.

Per poter fare debito pubblico bisogna emettere titoli di stato, una sorta di cambiali. Quando uno Paese emette titoli promette su questi un interesse che sarà tanto più alto quanto minore è la sua affidabilità. Esempio, se la Germania e l’Italia vi chiedessero in prestito 100€ e vi dicessero che tra un anno ve ne restituirebbero 120€, voi a chi prestereste i soldi? Personalmente conoscendo la solidità dei teutonici io li presterei a loro. Quindi l’Italia per invogliarmi a dargli in prestito i miei 100€ promette di restituirmi a fine anno 150€. Questa differenza di rendimento è, in maniera molto semplificata il così detto Spread.

Per quanto riguarda i titoli di stato, l’Europa ci da una grande mano perché in qualche maniera ci fa da garante consentendoci di tenere basso il tasso di interesse. Molti criticano la questione Greca sulla Troika e sul fatto di aver affamato un Paese. Pensate se la Grecia avesse dichiarato default, cioè la non sostenibilità del debito di fatto azzerandolo. Le conseguenze sarebbero state ben più gravi sia per la Grecia stessa, sia per gli altri paesi suoi creditori. Si è puntato spesso il dito contro la Germania, ma tra i paesi creditori c’eravamo e ci siamo anche noi. Nel caso di default del paese ellenico molti di noi avrebbero perso i propri risparmi. Inoltre bisogna considerare che anche se con qualche sacrificio la Grecia come paese ha continuato a funzionare. Stipendi pubblici, pensioni, ecc. anche se in maniera ridotta, sono stati comunque pagati, garantendo servizi essenziali.

Se non credete alla storia del default leggete la storia del debito argentino. L’Argentina aveva contratto debito pubblico senza controllo per sostenere la sua economia. Inoltre ha stampato moneta per cercare di ripianare la situazione, provocando un enorme svalutazione. Il debito divenne insostenibile è alla fine ci fu il default. Ho vissuto in prima persona questo periodo infelice. Qui in Italia molti risparmiatori avevano investito in titoli di stato argentini, i famosi Bond Argentini con rendimenti allettanti. Il risultato? Hanno perso tutto, è parliamo di cifre molto importanti. Inoltre la situazione interna dell’Argentina dopo il default era catastrofica. Gente affamata, servizi essenziali inesistenti ed esplosione della delinquenza.

Il mes e gli eurobond

In questi giorni non si fa che parlare di MES e Eurobond. Il Meccanismo di Stabilità Europea o MES potrebbe essere una delle soluzioni per l’emergenza sanitaria attuale. Molte forze politiche italiane ritengono che sia la nostra fine. Purtroppo è l’unica strada percorribile in tempi brevi. Ovviamente vanno rivedute alcune clausole, ma bisogna agire in fretta. Alcuni leader di forze politiche italiane approfittano della situazione per accaparrare consensi sbandierando l’inutilità dell’Europa e del fatto che non ci stia aiutando.

Niente di più falso, informatevi è ragionate col vostro cervello. L’Europa ha messo sul piatto un enorme quantità di aiuti. Inoltre le misure vanno ragionate e le decisioni vanno prese con le dovute precauzioni. Contrarre debito pubblico senza limiti potrebbe causarci guai seri è gravare ulteriormente sulle spalle delle future generazioni. Il debito deve esser fatto in ragione di un ritorno. Purtroppo qui in Italia si punta troppo sul welfare degli anziani e poco sui giovani.

La soluzione Eurobond, ovvero titoli di stato emessi dalla stessa Europa non è percorribile per motivi di tempo. Occorrerebbe almeno un anno per la loro realizzazione, tempo che non abbiamo.

Guardatevi il video sotto se non avete nulla da fare, così potete farvi un’idea del mondo