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Debitocrazia, la politica del debito

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Qualche giorno fa ho risposto a un post su Twitter che riguardava la grave crisi che ha travolto la Grecia. Il post addossava le colpe della situazione economica ellenica all’Europa in quanto ha imposto la famigerata troika ovvero pesanti tagli alla spesa pubblica per ripagare il debito del Paese con conseguenze drammatiche sulla popolazione. Al post risposi che la situazione greca era dovuta anche alle politiche scellerate adottate dal Paese Ellenico con sperperi di denaro pubblico, corruzione dilagante e politiche sociali molto generose (pensioni erogate a 50 anni di età e non solo).

La mole di insulti che ho ricevuto è stata impressionante, con mio rammarico noto che molti parlano per sentito dire senza un minimo di conoscenza e senso critico. Ovviamente non ho nulla contro il popolo greco. La situazione in cui si sono ritrovati non è certamente colpa dei cittadini, piuttosto della loro classe politica che ha molti punti in comune con la nostra.

Un politico che promette di regalare soldi sicuramente riceverà una marea di voti, al contrario di uno responsabile che dice le cose come stanno. Vedasi M5S e Lega che alle ultime elezioni con reddito di cittadinanza e quota cento sono stati rispettivamente primo e terzo partito. Tutte queste promesse sono finanziate dal debito pubblico ovvero il nostro Paese per reperire le risorse necessarie al sostenimento delle spese chiede denaro emettendo titoli di stato.

Il debito

Il debito pubblico come quello privato ovviamente va restituito e su questo vanno pagati anche degli interessi. In Italia buona parte del debito è in mano ai cittadini, questo ci rende abbastanza tranquilli. Il problema è che su questo prestito paghiamo interessi che sottraggono ulteriori risorse agli investimenti nella spesa pubblica.

Nello scenario più catastrofico, se non riusciamo più a pagare il debito si ha il default, ovvero lo stato non paga più nulla a nessuno. Questo implica niente pagamento pensioni, stipendi pubblici e ovviamente debito che essendo per buona parte in mano a noi italiani, perderemmo i nostri risparmi.

L’alternativa al default è la rinegoziazione del debito o ristrutturazione, ovvero il taglio di una parte del debito ma a certe condizioni. Questo è ciò che è accaduto in Grecia. Si è scelta la soluzione meno drastica perché il fallimento dello stato ellenico avrebbe avuto ripercussioni su altri paesi dell’unione i quali detengono consistenti quote del debito greco. Inoltre bisogna ricordare che la Grecia ha anche giocato sporco falsificando i bilanci dello stato con la complicità della Goldman Sachs, un’importante banca di investimenti americana.

La Grecia è solo un esempio, molti altri paesi si sono ritrovati e si trovano in situazioni simili a quella greca. L’epilogo finale per ognuno di essi è stato pesante, soprattutto per la popolazione. Argentina, Iraq, Equador, la lista è lunga. Di seguito Debitocracy, un esaustivo documentario che cerca di spiegare un sistema complesso e a volte poco trasparente sistema di debiti e di come ci si è arrivati con particolare attenzione su quello greco.

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