Commodore 64, il primo vero personal computer

Domenica, come di consueto articolo di informatica vintage, oggi il mitico Commodore 64. Ce l’ho ancora, perfettamente funzionante, anche se non è la prima versione ma la terza, quella col case uguale al Commodore 128. Il numero indicava i kb di ram della macchina. Credo che il C64 sia stato il primo vero computer di massa. Ricordo che il costo era di 300 mila lire, lo stipendio medio di un operaio all’epoca, inizi anni ’90 era un milione. Quando arrivò a casa non vedevo l’ora di accenderlo, il computer era tutto nella tastiera, poi cera il lettore di nastri-cassette “Dassette”

Lettore a nastro Dassette

I giochi si compravano in edicola, su ogni cassetta se ne trovavano vari e per passare da un gioco all’altro bisognava avvolgere il nastro, sul dassette c’era un contatore di giri. Sul libretto di ogni cassetta c’era la descrizione del gioco che ti faceva volare con la fantasia, mondi fantastici, gare di veicoli improbabili, nella maggior parte dei casi dovevi usare parecchia immaginazione. Sul libretto era indicato il numero di giri del nastro che dovevi avvolgere per avviare il gioco. I tempi di caricamento erano nell’ordine di minuti, molto dipendeva dal videogame. C’erano videogame più blasonati (oggi li definiamo tripla A) in cui dovevi caricare i livelli man mano che andavi avanti nella storia, oppure girare lato del nastro. Ricordo Turrican, fantastico! oppure Rainbow Island. L’antenato di Super Mario, si chiamava Giana Sisters.

Di recente è stata messa in vendita una console che emula il C64, ma non è la stessa cosa, tastiera finta e niente schermata blue. Se volete provare l’ebrezza di un commodore vi consiglio www.c64.com, trovate emulatore e giochi.

Il collegamento video si poteva fare con un monitor dedicato, ma all’epoca non l’aveva quasi nessuno. Nella stragrande maggioranza dei casi si collegava alla TV attraverso il cavo coassiale, praticamente quello dell’antenna, il segnale veniva trasmesso su un canale specifico, bisognava fare la ricerca.

Non solo giochi, col Commodore ci si poteva anche programmare in basic, potete d’are un’occhiata all’articolo sulla “Casa Stregata”. C’erano anche editor testi e volendo ci si poteva collegare una stampante ad aghi. Poi arrivò l’Amiga 500, tutt’altra storia, se Microsoft non avesse giocato sporco la Commodore forse non sarebbe fallita. Bei ricordi.

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