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Cifratura libro, i crittogrammi di Beale

Cifrario, la pubblicazione

<<Prima di rendere pubblici i documenti, vorrei dire qualche parola a quanti ne saranno incuriositi, ed elargire qualche consiglio basato sulla mia amara esperienza. Il primo è quello di dedicare allo scopo solo il tempo libero dall’occupazione principale; chi non ne ha, stia alla larga dall’intera faccenda. Inoltre, raccomando di non sacrificare giammai, come ho fatto io, gli interessi propri e dei congiunti a quella che può rilevarsi un’illusione; ma, come ho già detto, a chi ha sbrigato tutte le sue incombenze, e sia seduto con calma accanto al fuoco, un po’ di tempo dedicato alla questione non può che far alcun male, e potrebbe dare dei frutti.>>

La citazione sopra è stata scritta dal signore che pubblicò i libricino con il cifrario di Beale e contiene consigli molto utili che sarebbe bene seguire. Il cifrario di Beale è un esempio di crittografia libro (book cipher), cioè la cifratura di un testo con una chiave che è legata al testo di un libro. In pratica, se abbiamo un testo da cifrare (trasformare ogni singola lettera in un altro simbolo, lettera o numero) scegliamo un libro, ne numeriamo ogni parola e trasformiamo il testo da cifrare con le cifre relative alle iniziali delle parole che abbiamo nel libro usato come chiave.

La storia della cifratura di Beale

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

“Nel 1817 Thomas Jefferson Beale ed il suo gruppo di 30 uomini seguivano una ricca mandria di bufali a circa 400 chilometri a nord di Santa Fe. Si accamparono per la notte in una zona relativamente protetta, forse un fossato, quando la luce del fuoco fece brillare qualcosa nelle rocce circostanti: oro in abbondanza. Per oltre un anno e mezzo Beale e gli altri scavarono oro e argento in gran quantità.

Nel novembre 1819, fecero ritorno in Virginia e seppellirono mezza tonnellata d’oro e quasi due d’argento in una fossa poco profonda. Due anni dopo Beale vi aggiunse un’altra tonnellata d’oro, mezza tonnellata d’argento e gioielli. Poi ripartì e non tornò mai più.

Lasciò però una cassetta ad un oste verso il quale riponeva fiducia per la sua onestà: Robert Morris. Le istruzioni allegate vincolavano l’oste a non aprire la cassetta consentendogli di farlo solo se per dieci anni Beale non avesse fatto ritorno. Promise anche di mandargli via posta nel frattempo la chiave per risolvere il cifrario ma questa non arrivò mai, facendo ipotizzare che forse Beale morì prima dell’invio. Quando Morris molti anni dopo aprì la cassetta, trovò dei fogli coperti di numeri e due lettere, indirizzate a lui. Vi si raccontava la storia della scoperta dell’oro e lo esortava a dividere il tesoro in 31 parti uguali: una per se stesso e le altre per i suoi compagni o il parente più stretto ancora in vita. I fogli con i numeri spiegavano i nomi dei compagni e dove fosse nascosto e composto il tesoro ed erano stati cifrati dato che si presupponeva che Beale stesso avrebbe recuperato il tesoro o avrebbe fatto in modo da fargli pervenire la chiave.”

Prima parte

Tutt’ora irrisolta conterrebbe il luogo esatto in cui è stato nascosto il tesoro

Prima Parte

Seconda parte

Decrittata utilizzando la  Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti come chiave di decrittazione. Il testo contiene la descrizione del tesoro.

Seconda parte

“I have deposited in the county of Bedford about four miles from Bufords in an excavation or vault six feet below the surface of the ground the following articles belonging jointly to the parties whose names are given in number three herewith. The first deposit consisted of ten hundred and fourteen pounds of gold and thirty eight hundred and twelve pounds of silver deposited November, 1819. The second was made December, 1821, and consisted of nineteen hundred and seven pounds of gold and twelve hundred and eighty eight of silver, also jewels obtained in St. Louis in exchange to save transportation and valued at thirteen [t]housand dollars. The above is securely packed i[n] [i]ron pots with iron cov[e]rs. Th[e] vault is roughly lined with stone and the vessels rest on solid stone and are covered [w]ith others. Paper number one describes th[e] exact locality of the va[u]lt so that no difficulty will be had in finding it.”

In italiano:

“Ho depositato nel paese di Bedford a circa 4 miglia da Bufords in una fossa o in una cripta 6 piedi sottoterra, i seguenti articoli che appartengono al gruppo di persone i cui nomi sono nell’allegato “3”. Il primo deposito è consistito in 1.014 libbre d’oro e 3.812 libbre di argento, depositate nel novembre del 1819. Il secondo è stato fatto nel dicembre del 1821 ed è consistito da 1.907 libbre di oro e 1.288 libbre d’argento, e anche gioielli ottenuti a St. Louis per ridurre la fatica nel trasporto, valutati 13.000 dollari. Quanto sopra è nascosto al sicuro in recipienti di ferro con coperchi sempre di ferro. La fossa è malamente coperta dalla pietra e gli altri recipienti sono collocati sulla solida pietra e sono coperti da altre (pietre). Il foglio numero uno descrive l’esatta località della fossa così non sarà complicato trovarla.”

Terza parte

Tutt’oggi irrisolta, conterrebbe i nomi dei compagni di Beale

terza parte

Ogni anno nella contea di Bedford centinaia di persone arrivano da ogni parte del mondo e cominciano a scavare a destra e a manca, vi ricordo che violare la proprietà privata è reato, inoltre negli Stati Uniti hanno la mania delle armi quindi consiglio vivamente di seguire le indicazioni della citazione ad inizio articolo. Infine il tutto potrebbe essere una bufala, è stata decifrata la seconda parte del cifrario, stranamente non la prima o la terza.