Carte prepagate, esperienza sul campo

Carte Prepagate

Carte prepagate, ogni giorno una nuova. Ognuna offre dei vantaggi e degli svantaggi. Bisogna scegliere in base alle esigenze, vi racconto la mia esperienza con alcune di esse, ovviamente questo sarà un post che verrà aggiornato se ne proverò altre.

Poste pay

Chi non ha una PostePay. Ricaricabile semplicemente all’ufficio postale o presso le ricevitorie Sisal. Averla vi costerà 10 euro a cui bisogna aggiungere almeno una ricarica. Tra i vantaggi c’è il fatto che è possibile ricaricarla facilmente, è utilizzabile all’estero, potete prelevare da tutti gli sportelli postali senza commissioni. I pagamenti in euro in Italia e all’estero sono senza commissioni. Sui pagamenti in valuta diversa dall’euro c’è una commissione dell’1,1%. Compatibile con i pagamenti contactless.

Tra gli svantaggi invece troviamo l’estratto conto non aggiornato in tempo reale (bisogna aspettare almeno 2 giorni per consultare le operazioni nella lista movimenti). La versione standard non ha IBAN, quindi niente ricariche con bonifico, o accredito stipendio, serve la versione evolution che costa 12 euro l’anno. La versione standard non è compatibile con ApplePay, ne con Google Pay.

La utilizzo come carta fisica di emergenza, quando si viaggia è buona norma avere almeno due carte fisiche. In caso di problemi, vedi smagnetizzazione o smarrimento, abbiamo almeno un’alternativa.

Hype

Tra le carte prepagate Hype è la mia preferita. La carta è italiana, si può ricaricare con bonifico, ricevendo denaro dai tuoi contatti, oppure tramite un’altra carta collegata all’app (trovate i dettagli sul sito). L’app è davvero ben fatta, gli aggiornamenti del estratto conto avvengono in tempo reale. Avrete anche un IBAN collegato alla carta tutto gratuitamente nella versione base. Vi consiglio la versione plus. La versione base ha limiti abbastanza stringenti sulle somme ricaricabili, spese e prelievi. Diciamo che la versione base è ottima per la paghetta dei vostri figli, infatti può essere sottoscritta anche da minorenni.

Se invece volte farvi accreditare stipendio, pensione, ecc. la versione plus non ha rivali, vi costa 12 euro l’anno come la poste pay evolution, ma avete il vantaggio di poterla utilizzare su ApplePay e GooglePay. Inoltre niente imposta di bollo, essendo una carta conto. Ovviamente supporta i pagamenti contactless. Può essere richiesta anche solo la carta virtuale. Un’ottima alternativa al conto corrente.

Tra gli svantaggi invece c’è la commissione pari al 3% sulle transazioni non in euro. La ricarica richiede un’altra carta o un bonifico.

Revolut

Revolut è ideale per chi viaggia spesso. L’ho utilizzata a Copenaghen, richiesta mentre ero in vacanza, la registrazione mi ha richiesto 5 minuti, la carta virtuale l’ho utilizzata sin da subito con ApplePay in quanto l’attivazione è immediata. La versione fisica ha un costo di 5,99€, ma potete farne a meno. Ci sono anche versioni premium o metal. Sul sito trovate tutti i dettagli sui servizi offerti da queste ultime versioni.

I vantaggi di Revolut riguardano le commissioni all’estero. Praticamente non ne avete. Potete cambiare valuta al volo e prelevare senza spese (attenzione, nella versione base ci sono dei limiti alle operazioni senza commissioni). C’è la possibilità di fare trading on-line (leggete bene i rischi del trading). Simpatica la possibilità del Vault. In pratica quando fate acquisti la cifra verrà arrotondata a cifra intera e la differenza verrà messa in un salvadanaio virtuale.

Gli svantaggi invece sono la ricarica. Serve un’altra carta o un bonifico. Il problema è che l’IBAN associato alla carta è del Regno Unito. Questo implica che un eventuale bonifico potrebbe avere dei costi importanti, ciò dipende molto dalla banca ordinante. Le versioni fisiche e premium hanno costi importanti, se non si hanno esigenze particolari conviene rimanere con la versione base.

Curve

Curve non è una vera carta conto. In realtà è un proxy. Ciò significa che è una carta tramite tra le transazioni ed un’altra carta. In pratica potete lasciare le vostre carte a casa e utilizzare Curve per poi decidere dove addebitare la transazione. Il tutto si può fare tramite l’app. Inoltre avete 15 giorni per cambiare la carta di addebito. Un esempio renderà la cosa più chiara. Nella mia Curve ho collegato la PostePay, Revolut e Hype. Mettiamo che io paghi un pizza e l’addebiti sulla PostePay. Se il giorno dopo mi rendo conto che volevo addebitarla su Hype, tramite l’app Curve posso cambiare l’addebito della transazione.

I vantaggi sono molteplici, inoltre le commissioni dipendono dalla carta collegata utilizzata. Ad esempio all’estero potremmo usare Revolut come carta di addebito e sfruttarne i vantaggi. Inoltre abbiamo la possibilità di avere tutte le nostre transazioni in una sola app.

Il punto dolente per adesso è solo l’incompatibilità con ApplePay e GooglePay. Possiamo utilizzare solo la carta fisica la quale supporta il contactless.

Precedente Copenaghen, consigli e dritte per una vacanza in Danimarca Successivo Telegram vs Whatsapp, non c'è dubbio il migliore è ...

Lascia un commento