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Bisestile, anno funesto?

bisestile

Sull’anno bisestile c’è un detto, “Anno bisesto anno funesto”. Ma da cosa deriva? Dai romani. Il mese di febbraio per gli antichi Latini era dedicato ai riti dei defunti, considerata l’estensione dell’impero, tale credenza si diffuse ampiamente. Per i popoli anglosassoni invece il 29 febbraio è un giorno propizio, è considerata un ottima data per cominciare una nuova attività.

Il termine bisestile ha anch’esso un origine romana. Questi avevano un calendario basato su tre date fondamentali, i mesi non avevano lunghezza fissa. Il primo giorno del mese era detto calende, le idi invece era il giorno di mezzo. Le idi non avevano data prefissata perché, come detto prima i mesi avevano una lunghezza variabile. Le none erano il nono giorno prima delle idi, e in quel giorno i sacerdoti rendevano noti le date festive del mese, i fasti, e i giorni in cui si potevano svolgere attività come il mercato e il lavoro nei campi.

In realtà il giorno bisestile non è il 29 febbraio ma il 24. I romani inserivano ogni 4 anni un mese intercalare chiamato Mercedonius. Lo scopo era allineare le stagioni con i mesi, altrimenti ci saremmo ritrovati dicembre in estate! Quando si inseriva il Mercedonius febbraio aveva una durata di soli 24 giorni. Il mese intercalare veniva quindi inserito proprio dopo il 24 febbraio. Giulio Cesare fu fautore di una riforma del calendario romano che portò all’inserimento di un giorno ogni 4 anni (sempre per il problema di allineamento delle stagioni), tale giorno veniva proprio dopo il 24 febbraio, ovvero “sesto giorno prima delle calende di marzo”. Un giorno che veniva aggiunto al sesto non poteva che chiamarsi bi-sesto.

La riforma di Giulio Cesare fu così importante che gli fu addirittura dedicato il quinto mese dell’anno “Quintilis” fu rinominato Iulius, conosciuto oggi come luglio. Leggenda vuole che per non offendere l’imperatore Augusto, gli fu dedicato il sesto mese quindi il Sextilis fu chiamato Augustus, quello che oggi chiamiamo agosto. Inoltre ci ritroviamo due mesi consecutivi con 31 giorni e febbraio di 28 sempre per rispetto dell’imperatore. Il mese dedicato a Cesare, Luglio era di 31 giorni, quindi anche agosto doveva esserlo per non sminuire la grandezza di Augusto. Si decise di togliere un giorno a febbraio. Ovviamente è solo una leggenda, ma si sa’, l’uomo deve sempre avere una spiegazione per tutto.

Il calendario che abbiamo oggi invece lo dobbiamo a Papa Gregorio XIII. Nel 1582, proprio nel giorno del 24 febbraio emanò la bolla “Inter Gravissimas”. Vennero così aboliti in un solo colpo 10 giorni del calendario. Ci si addormentò la sera di giovedì 4 ottobre e ci si svegliò il giorno dopo che era 15 ottobre dell’anno 1582. Tutto ciò per correggere la data della pasqua decisa dal concilio di Nicea. Il calendario Gregoriano è quello che è in uso tutt’ora in quasi tutti i paesi del mondo.